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04-08-2015 |
  • Allenamento
LA CORSA NON È SOLO CORSA

In una società  moderna la domanda di sport è notevolmente aumentata e sempre più persone hanno acquistato consapevolezza nel fare attività sportiva. Tra queste, la corsa negli ultimi anni ha visto notevolmente aumentare il numero di appassionati, soprattutto la corsa di lunga durata e nel giro di pochi anni il numero degli atleti e amatori che partecipano alle maratone (corse di 42,195 metri) è passato anche in Italia da poche centinaia di appassionati a migliaia di amatori che quasi tutte le domeniche affrontano distanze così lunghe. La corsa è semplice e non occorrono particolari attrezzature. Una certa cinematografia ha però offerto sempre un’immagine non del tutto idonea del praticante la corsa, e molti giornalisti non sempre hanno parlato bene della corsa e dei corridori, qualcuno definendo ebete una persona che correva per la strada. L’immagine che viene data è sempre di un atleta con il viso sofferente, spesso triste, distrutto dalla stanchezza, che cerca di superare non si sa bene quali traguardi e quali limiti, pronto a cadere al suolo per la fatica fisica che sta compiendo, anzi questo lo rende ancora più eroico se succede in gara. La corsa non è questa, chi pratica la corsa ha potuto constatare che l’immagine del corridore che si ha dall’esterno non è uguale a quando si corre. La corsa è meditazione, con i propri pensieri, con le idee che passano per la testa mentre si corre, è rilassamento mentale e fisico, è sentire le sensazioni del proprio corpo e in base a questo regolare il ritmo interno del battito del cuore e della respirazione.È apprezzare tutto ciò che ci circonda, sia se corriamo nel bosco su fondi soffici, sia se corriamo sull’asfalto, con la visione della nostra città da altre angolazioni di cui di solito non facciamo attenzione; anche per questo bisogna correre senza auricolari o musica varia, perché il ritmo da tenere è quello del proprio corpo, delle proprie sensazioni fisiche del momento, bisogna sentire i propri passi e abbandonarsi alla propria fatica. Il corpo ti parla. La corsa è libertà di poter andare dove il corpo e la mente ti portano superando qualsiasi ostacolo sulla strada e nel bosco, in pineta lungo il fiume e intorno ad un lago, si può correre per ore senza sentire stanchezza.È chiaro che la corsa portata all’estremo di una competizione, di una gara agonistica è fatica, si cerca sempre di migliorare le proprie performance e questo porta ad essere stanchi ad avere gambe pesanti o sensazioni di stress.

Bisogna correre per il gusto di correre e da un punto di vista mentale fa sentire bene e più forti, e non solo per la produzione di endorfine che si creano durante la corsa. Queste sensazioni però non si percepiscono al primo allenamento di corsa, in cui sembra che un carro armato ci sia passato sopra, o agli inizi della preparazione, ma quando effettivamente gli allenamenti alla corsa superano i 30′ minuti e diventano costanti nel tempo circa tre volte a settimana, e dopo qualche mese, per questo bisogna farsi seguire da un bravo allenatore, per evitare di cadere nella fase che porta all’infortunio e alla corsa vissuta come stress. La corsa è gioia di vivere, è una filosofia di vita come lo yoga o altre pratiche, che porta ad avere rispetto per l’ambiente, a curare l’alimentazione, e il modo di vivere quotidiano, ad avere rispetto degli altri, ma insieme alla corsa bisogna sempre abbinare gli esercizi fisici di allungamento e stretching. L’amatore che corre una maratona deve finirla nel miglior modo possibile perché il giorno dopo deve lavorare, non può stare una settimana a letto per recuperare, ed è chiaro che non rischia la vita se è preparato.
Prof. Francesco Mottola